chiara's profileMEMENTO AUDERE SEMPERPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
May 29 mettetevi gli occhiali...Rimango sempre un pò basita quando capita di sentirmi dire che ho guardato male una certa persona, ho fatto degli sguradi strani alle parole di qualcun'altro o roba simile.....rimango basita perchè casco clamorosamente dal pero!
Possibile che così tante persone vivano nella certezza di essere minuziosamente squadrate e clsassificate dal resto dell'umanità tanto da vedere negli altri chissà quali gesti o espressioni di disapprovazione e odio??????
Possibile che nessuno si fermi un secondo a pensare che forse ci si stia sbagliando? che la persona che si ha di fronte magari sta semplicemente pensando ai fatti propri????
Possibile che nessuno pensi un secondo che forse ho di meglio da fare che sprecare il mio tempo pensando male di persone che conosco appena e che nn mi hanno fornito nessun motivo per detestarle??? Senza contare, che se mi conoscessero un po' meglio, saprebbero che se una persona non mi piace per qualche fondata ragione o a pelle, molto più semplicemente la rimuovo dalla mia sfera di interesse, non perdo certamente tempo nè a pensarci nè a parlarne male, ma mi limito a scordarmi della sua esistenza...a meno che non mi faccia direttamente qualcosa.
Ma siccome è dilagante la tendenda a pensare di essere odiati dal mondo, io a questo punto posso supporre solo due cose: o si è tremendamente insicuri, o si è tremendamente presuntuosi. Nel primo caso perchè quando si vede antipatia o disapprovazione negli occhi degli altri si sta solamente dando corpo ad insicurezze che si ha dentro di sè, nel secondo caso perchè è pura presunzione credere di essere di chissà quale importanza, seppur in negativo, per qualcuno che passerebbe il PROPRIO tempo a tramare e pensare continuamente male. Ma ce la facciamo??????
Per fortuna, o sfortuna nostra, nn saperei....nn sono la sola a dovere sentire scemate di questo genere, jules mi fa grande compagnia!!!!!!!
E anche lei si scandalizza sempre, ogni volta! Noi queste cose negli altri nn le vediamo mai, com'è che il resto del mondo le vede in noi????? Mettiamo in chiaro una cosa: NOI CI FACCIAMO I CAZZI NOSTRI, il massimo di cui potete incolparci è che a volte non ci accorgiamo proprio degli altri se nn sono fra i nostri amici, ma tutto qui!!!!!!!!
Mi viene in mente un episodio di parecchi anni fa accaduto in settimana bianca: camminavo per l'albergo con le mie amiche ridendo per i fatti nostri e probabilmente, come tutte le persone umane di questa terra, mi guardavo intorno......la sera arrivano 2 ragazzi nella mia stanza dicendomi che nn dovevo più ridere della loro amica. Precipito letteralmente dal pero! Ma di che cazzo parlavano????? Siccome nn avevo nulla da nascondere, e nn avevo fatto nulla di quello che dicevano chiedo di parlare direttamente a tale amica...scopro che questa ragazza (tra l'altro la mia migliore amica delle elementari) pensava di avermi visto il pomeriggio passare davanti a lei e poi ridere, ovviamente di lei, con le mie amiche......MA QUI CI SONO SERIE CRISI DI PERSECUZIONE!!!!!!!!!!!!!!!! Non solo noi ridevamo per i cazzi nostri, ma nemmeno mi ero accorta che in gita c'era pure lei!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Boh, che dire?....un consiglio: pensate un po' meno a queste stronzate, meno pippe mentali e vivete meglio! Se invece, vedete cose che nn esistono solo per problemi di vista allora mettetevi un bel paio di occhiali!!!!!!!!
In ogni caso, finitela di romperci!
May 14 che cazzo di settimana Questa settimana sembra davvero tutto un parto, dall'iscrizione alle campagne naturalistiche al trovare semplicemente un professore nel suo cavolo di uffucio, dal trovare il tempo per andare a firmare contratti vari allo scaricare un programma stronzissimo che a quanto pare tutto il mondo riuesce a scaricare tranne me.................e lasciamo perdere l'esame di domani, incredibilmente gli esercizi mi vengono, la teoria la so, le cose le ho capite...se nn lo passo vuol dire solo che mi sono fottuta alla grande da sola.....per non parlare di un'altra cosa su cui ormai ho smesso di interrogarmi perchè tanto nn mi capisco affatto....CHE STRESSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Voglio tornare a settimana scorsa, quando ero fuori tutte le sere con persone ogni volta diverse e nn DOVEVO fare nulla......
Alla fine mi sa che quel coglione di Schopenhauer almeno su un paio di cose aveva ragione (per il resto se si sparava appena nato non era sta gran perdita):
"I giorni felici li viviamo senza accorgercene, e solo quando arrivano quelli brutti tentiamo invano di richiamarli indietro" May 03 il cacciatore di aquiloniNel 2003, lo scrittore Khaled Hosseini scrive un romanzo che diventerà un vero e proprio caso editoriale solo 4 anni dopo, e nel 2008 la Dreamworks di Spielberg ne acquista i diritti con l'intento di trasformarlo in un altrettanto successo cinematografico.
E' consuetudine affermare di non guadare mai un film dopo aver letto il libro da cui è tratto perchè c'è il possibile, e quasi sempre certo, rischio di rimanere delusi dallla visione. E' esattamente questo il caso de "il cacciatore di aquiloni", film diretto da Marc Foster e sceneggiato, incredibilmente, dall'autore del bellissimo "La 25a ora" David Benioff; nelle 2 ore che compongono la pellicola non si trova neppure la metà della nostalgica poesia che pervade tutto il libro, nè l'introspezione psicologica che caratterizza i personaggi del romanzo.
Il clima del film è anzi, di un certo "raffazzonamento" per il quale sembra che si siano pescati a caso dei momenti odinati in senso temporale ma senza un filo conduttore logico: molti dei comportamenti di ogni personaggio, quelli del protagonista Amir in primis, sono nel racconto dovuti a motivazioni precise e messe bene in risalto da Hosseini mentre sono totalmente privi di logicità nel film in quanto mancanti di una spiegazione che sarebbe possibile solo con la presentazione di altre scene che invece sono inspiegabilmente tralasciate.
Il tormento interiore di Amir,il senso di colpa accantonato per anni e la finale volontà di espiazione, motori che spingeranno il protangonista a tornare nella sua terra natia, l'Afghanistan, per rimediare alla mancanza di coraggio dimostrata in età infantile che segnò il tragico destino de migliore amico Hassan, sono quasi totalmente assenti,anche per il mancato uso della voce narrante (Amir scrive in prima persona) che toglie sottigliezza e senso di parteciapazione.
|
|
|