chiara 的个人资料MEMENTO AUDERE SEMPER照片日志列表更多 工具 帮助

日志


5月3日

il cacciatore di aquiloni

 
Nel 2003, lo scrittore Khaled Hosseini scrive un romanzo che diventerà un vero e proprio caso editoriale solo 4 anni dopo, e nel 2008 la Dreamworks di Spielberg ne acquista i diritti con l'intento di trasformarlo in un altrettanto successo cinematografico.
E' consuetudine affermare di non guadare mai un film dopo aver letto il libro da cui è tratto perchè c'è il possibile, e quasi sempre certo, rischio di rimanere delusi dallla visione. E' esattamente questo  il caso de "il cacciatore di aquiloni", film diretto da Marc Foster e sceneggiato, incredibilmente, dall'autore del bellissimo "La 25a ora" David Benioff; nelle 2 ore che compongono la pellicola non si trova neppure la metà della nostalgica poesia che pervade tutto il libro, nè l'introspezione psicologica che caratterizza i personaggi del romanzo.
Il clima del film è anzi, di un certo "raffazzonamento" per il quale sembra che si siano pescati a caso dei momenti odinati in senso temporale ma senza un filo conduttore logico: molti dei comportamenti di ogni personaggio, quelli del protagonista Amir in primis, sono nel racconto dovuti a motivazioni precise e  messe bene in risalto da Hosseini mentre sono totalmente privi di logicità nel film in quanto mancanti di una spiegazione che sarebbe possibile solo con  la presentazione di altre scene che invece sono inspiegabilmente tralasciate.
Il tormento interiore di Amir,il senso di colpa accantonato per anni e la finale volontà di espiazione, motori che spingeranno il protangonista a tornare nella sua terra natia, l'Afghanistan, per rimediare alla mancanza di coraggio dimostrata in età infantile che segnò il tragico destino de migliore amico Hassan, sono quasi totalmente assenti,anche per il mancato uso della voce narrante (Amir scrive in prima persona) che toglie sottigliezza e senso di parteciapazione. 
  
11月23日

Economia Vs Chuc Norris

Ieri sera dopo un fallitissimo tentativo di studiare economia, ho acceso il televisore e sono finita su uno di quei canali assurdi tipo antenna3,  telecity....e mi sono imbattuta in un esilarante film con protagonista Chuck Norris....il nostro Chuck, reso famoso ai più per l'intrepido coraggio dimostrato in infinite puntate del telefilm Walker Texas Ranger, era già conosiuto come attore di film d'azione dal lontano 1972, anno in cui approdò per la prima volta negli schermi come avversario di Bruce Lee nella leggendaria scena della lotta nel Colosseo in "L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente"...Cmq, il film in questione era "UNA MAGNUM PER McQUADE"..a dir poco agghiacciante (so già che qui mi attirerò anatemi da molti, perchè il Chuck ha incredibilmente sfilze di incalliti fan..). Ma siccome ho pensato che potevo anche esser stata molto prevenuta nei suoi confronti, ho cercato delle recensioni su internet che potessero magari smentire la mia iniziale e continuata pessima impressione del suddetto film; devo dire che ho spulciato parecchio l'universo internettiano e non esiste in tutto il globo un segno seppur minimo di apprezzamento nei confronti dell'intera sua filmografia....anzi! Qui di seguito riporto quella che a mio parere rispecchia maggiormente il pathos dello spettatore alla vista di "una magnum per mcQuade":

 

<<Il ranger J.J. McQuade (Chuck Norris) si trova alle prese con dei trafficanti di armi.
Aiutato da un agente federale, un pellerossa in pensione ed un clone di Poncharello dei Chips, affronta il cattivo di turno,che questa volta veste i panni di un molleggiato mafioso, immancabilmente esperto di arti marziali.
Un film “completo” dove sono presenti tutte le tematiche più care al nostro attore preferito: i ranger, il karate e le armi (non chiedeteci dove un ranger texano possa aver imparato il karate o come possa procurarsi n° 3 bazooka da portarsi dietro su una spalla). Il film offre una carrellata di situazioni tipiche dei film di azione: si va da rapimenti ed agguati, per arrivare a torture e vendette senza mai mancare, in perfetta tradizione Hollywoodiana, di giustificare la vendetta personale.
Chuck supera poi se stesso nella sfera sentimentale: appena scalfito dagli eventi tragici che coinvolgono famiglia ed amici più cari, dimostrerà tutte le sue capacità linguistiche nella conquista della casalinga repressa di turno (“Senti io... ehm... non intendevo comportarmi come... volevo dire che... Lola... io... scusa...”). Il tutto mantenendo un emissione di emozioni inferiore all’affetto che nutre per il suo lupo domestico.
Non possiamo non citare, inoltre, il totale disinteresse del nostro Chuck nutre nei confronti dello sfortunato genero che muore crivellato dai micidiali proiettili calibro 9 della uzi di un guerrigliero cubano.
Degna di nota la sporcizia che connota il personaggio fin dal principio; messa in risalto volutamente dal regista nelle scene in cui candidi e ben tenuti ranger schivano il contatto con il repellente e polveroso McQuade e la sua motosa macchina, dentro la quale non manca di sbrodolarsi addosso una lattina di birra.
Il lezzume di Mc Quade ha però la funzione di sviluppare un inconfondibile afrore preistorico, che il ranger non disdegna utilizzare come ferormone per attirare a se la donna bellissima che a metà film incomprensibilmente ritroviamo con il volto oleoso e tumefatto.
Di effetto il furgone con turbo-meccanismo: lo scalcinato veicolo sviluppa potenze incredibili all’accensione del misterioso ingranaggio ed è capace di percorrere il deserto a velocità folli e di uscire da sottoterra. Si, non ci crederete… ma grazie allo sforzo del ranger alla guida (che patisce come il pilota di Mazinga) il gippone emerge da una buca con sopra due metri di terra riversati da un buldozzer.
Tra inseguimenti alla Supercar, blitz improvvisati contro eserciti e veicoli in fiamme sotto colpi di fucili di precisione, il film ci delizia con fiamme ed esplosioni, dove barili decollano e lo stesso camion di benzina viene fatto saltare più e più volte per aria nel corso del film.
Da segnalare inoltre una patetica rapprentazione del Messico come paese del terzo mondo, dove compaiono donne deformi, bambini denutriti con le mosche e un simil-barbone putrefatto, recante le fattezze dell’”uomo di Similaun”.
Un'epica colonna sonora commenta al meglio le scene migliori
.
Semplicemente un capolavoro>>

 

 

..Free Image Hosting at www.ImageShack.us..mitico Chuck!!!